domenica, luglio 30, 2006

...cosi per gioco...

"Basta!! odio questo tempo senza battaglie!
Sento il rumore della polvere che poggia sulla mia spada.
Ma come possono cercare accordi senza volere dar battaglia?
"Calma Daniel"rispose Androeco non distorgliendo lo sguardo dal coltello con il quale intagliava il ramo precedentemente trovato ai bordi del fiume, " ci saranno momenti per la battaglie e momenti nel quale serviremo".
"Odio il non poter combattere. amo lo stridere dei miei denti quando la legione è pronta ad affrontare il campo di battaglia, quando la mia unica paura è di cadere per mano di un vile.
Non ho paura della morte, affronterò pure quella come ho affrontato tutti.
Nessuno dovrà piangere quando le mie membra dispensatrici di terrore saranno arse; amo l'odore del sangue e sentirlo sgorgare dai corpi nemici tra le mie dita".

venerdì, luglio 07, 2006

Capolavoro

Si rimane esterefatti su ciò che si considera un qualcosa di realizzato come un opera che và sopra le umane capacità....
Forse sarò esagerato.... comunque da circa una settimana sul mio player gira sempre lo stesso brano...
Qui il testo......
Da stampare e distribuire come poesia....

Ultimo Amore di Vinicio Capossela

Fresca era l'aria di giugno e la notte sentiva l'estate arrivar. Tequila, mariachi e sangria, la fiesta invitava a bere e a ballar. Lui, curvo e curioso, taceva. Una storia d'amore cercava. Guardava le donne degli altri parlare e danzar.

E quando la notte è ormai morta, gli uccelli sono soliti il giorno annunciar.Le coppie abbracciate son prime a lasciare la fiesta per andarsi ad amar. La pista ormai vuota restava. Lui, stanco e sudato, aspettava. Lei, per scherzo, girò la sua gonna e si mise a danzar.

Lei aveva occhi tristi e beveva, volteggiava e rideva, ma pareva soffrir. Lui parlava, stringeva, ballava, guardava quegli occhi e provava a capir. E disse -son zoppo per amore, la donna mia m'ha spezzato il cuore. Lei disse -il cuore del mio amore non batterà mai più.

E dopo, al profumo dei fossi, a lui parve in quegli occhi potere veder lo stesso dolore che spezza le vene, che lascia sfiniti la sera. La luna altre stelle pregava che l'alba imperiosa cacciava. Lei raccolse la gonna spaziosa e ormai, persa ogni cosa, presto lo seguì.

Piangendo, urlando e godendo, quella notte lei con lui si unì. Spingendo, temendo e abbracciando, quella notte lui con lei capì che non era avvizzito il suo cuore. E già dolce suonava il suo nome. Sciolse il suo voto d'amore e a lei si donò.

Poi, d'estate, bevendo e scherzando una nuova stagione a lui parve venir: lui parlava, inventava, giocava, lei a volte ascoltava e si pareva divertir. Ma giunta che era la sera, girata nel letto piangeva, pregava potere dal suo amore riuscire a ritornar.

E un giorno, al profumo dei fossi, lui invano aspettò di vederla arrivar. Scendeva ormai il buio e trovava soltanto la rabbia e il silenzio di sera. La luna altre stelle pregava che l'alba imperiosa cacciava. Restava l'angoscia soltanto e il feroce rimpianto per non vederla ritornar.

Il treno è un lampo infuocato se si guarda impazziti il convoglio venir. Un momento, un pensiero affannato e la vita è rapita senza altro soffrir.La poteron riconoscere soltanto dagli anelli bagnati dal suo pianto, il pianto di quell'ultimo suo amore dovuto abbandonar

Lui non disse una sola parola. No, non dalla sua gola un sospiro fuggì. I gendarmi son bruschi nei modi se da questi episodi non han da ricavar. Così resto solo a ricordare, il liquore pareva mai finire. E dentro quel vetro rivide una notte d'amor.

Quando dopo, al profumo dei fossi, a lui parve in quegli occhi potere veder lo stesso dolore che spezza le vene, che lascia sfiniti la sera -la luna altre stelle pregava che l'alba imperiosa cacciava- a lui restò solo il rancore per quel breve suo amore, che mai dimenticò.